Villa Belvedere – Storia di uno spreco annunciato.

Dopo un calvario durato quasi sei mesi siamo riusciti a mettere le mani sulla relazione della Commissione di verifica dei lavori di riqualificazione della villa Belvedere e degli annessi edifici da destinare a luogo di aggregazione e sede del polo turistico integrato, nominata dal Sindaco 8 agosto con delibera di giunta n°85.

Se avete seguito la nostra attività sapete che, attraverso la  nostra PortaVoce All’ARS Angela Foti, avevamo inoltrato una richiesta di acceso agli atti il 20 aprile 2015 per visionare la relazione della commissione ma nessuna risposta ci era stata data, confermando quanto la trasparenza per l’amministrazione Barbagallo resta un mero proclama, come peraltro molto altro promesso in campagna elettorale. Ricordate la promessa del dimezzanmento dello stipendi di Giunta e Sindaco?

La relazione della Commissione sui lavori della Villa Belvedere è stata depositata presso il gabinetto del sindaco il 20 febbraio 2015 ed ha visto coinvolti nella sua redazione diverse figure professionali,  agronomi, ingegneri e geometri. Leggendola si rimane sconvolti dalle criticità riscontrate nella realizzazione dei lavori di riqualificazione dell’unico polmone verde cittadino e fa specie pensare che da allora, una volta avuta in mano la relazione, il Sindaco e l’Assessore ai lavori pubblici Nando Ardita non abbiano mosso un dito nei confronti della ditta esecutrice dei lavori, esponendo la città ad un serio rischio di default nel caso in cui si incorra nella decertificazione del finanziamento europeo, cosa che significherebbe per il comune di Acireale restituire quanto già ricevuto dall’UE.

Rimane un mistero comprendere  i motivi dell’assoluta mancaza di azione sulla questione da parte dell’Amministrazione Barbagallo.

Altra questione irrisolta è la mancata risposta del Comune di Acireale alle reiterate richieste provenienti dagli uffici competenti dell’amministrazione regionale che interrogavano il Comune sul perché, a distanza di mesi dalla fine dei lavori, non si è ancora proceduto al collaudo degli stessi, paventando anche da parte loro, il rischio della decertificazione del finanziamento se non si procederà al collaudo entro il 31 dicembre 2015.  Evidentemente, come confermato da quanto dichiarato dal Sindaco, la Giunta Comunale non aveva idea e non ha idea di che pesci pigliare sulla questione del collaudo dei lavori, visto che con una nota stampa il Sindaco ha sostenuto che i ritardi nel collaudo erano da imputarsi all’organo di collaudo nominato dalla regione, ignorando completamente che il collaudatore ai sensi di quanto disposto dal Codice degli Appalti è nominato dalla Stazione Appaltante, cioè il Comune di Acireale,  e non dall’amministrazione della Regione. Infatti il collaudatore è stato nominato, come previsto dalla normativa vigente,  dal predecessore dell’attuale Sindaco, Avv. Nino Garozzo, con determinazione sindacale n. 27 del 18 febbraio 2014, ma il  nostro Sindaco, peraltro Ingegnere, ignorava del tutto tale evenienza, affermando che non avnedo lui nominato il collaudatore pensava che dovesse essere nominato dalla Regione.

Se non fosse vero quanto dichiarato dal Sindaco Barbagallo, sarebbe difficile da credere, uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia.

Nonostante la nostra Giunta, come dimostrato precedentemente, fosse completamente all’oscuro, una relazione sui lavori, redatto dal tecnico misteriosamente nominato da Nino Garozzo, è stata depositata il 28 settembre 2015, supponiamo tra la sorpresa, lo sconcerto ed il giubilo della nostro Sindaco e dell’Assessore Ardita che si saranno inaspettatamente ritrovati il documento sulle loro rispettive scrivanie.

Ma qui cominciano a sorgere altri problemi, infatti quanto indicato come criticità nell’esecuzione dei lavori dal Collaudatore non rappresenta che una piccola parte di quanto indicato invece dalla Commissione nominata dal Sindaco.

Ad esempio la commissione evidenzia come delle 52 panchine in ferro, definite come di pregevole qualità artistica,  che erano presenti precedentemente ai lavori di restauro, ne siano state ricollocate solo 34 e delle restanti 18 si siano perse le tracce, visto che le panchine mancanti non sono state conferite in discarica come risulta dai formulari redatti.  Le male lingue potrebbero ipotizzare che le panchine oggi siano collocate presso delle abitazioni private.

Altra questione sollevata dalla Commissione di verifica ma non dal Collaudatore è la difformità in termini economici di quanto previsto nel progetto esecutivo appaltato e le Perizie di variante e suppletive. Infatti da quanto si legge nella relazione, dal quadro comparativo emerge che il 1.134.575,66 € di lavorazioni previste dal progetto esecutivo non sono state eseguite,  mentre sono state eseguite nuove lavorazioni in variante pari a 1.177.575,76 €, sollevando seri dubbi sulla effettiva cantierabilità del progetto esecutivo. In soldoni il progetto esecutivo era pura fantasia. Già al primo Stato di Avanzamento Lavori (S.A.L.) si sono riscontrate quantità superiori rispetto a quanto previsto nel computo metrico del progetto esecutivo senza prima aver provveduto alla redazione ed approvazione di un’apposita perizia di variante e suppletiva.

Ancora dalla Relazione si legge, in riferimento al mosaico in ciottoli a ventaglio posto all’ingresso principale, che a fronte dei circa 6.000 € preventivati nel progetto esecutivo per il restauro, in corso  ne sono stati aggiunti altri 48.000 €, cifra ritenuta sproposita, poiché dei circa 400 mq da restaurare solo circa 20 mq sono stati interessati dai lavori di smontaggio, ricomposizione e rimontaggio. E da un recente sopralluogo il mosaico in ciottoli risulta in condizione pessime, forse ancore peggiori rispetto a prima dell’intervento di restauro.

La lista delle criticità riscontrate dalla Commissione sarebbe ancora lunga e potremmo continuare a scrivere pagine e pagine ma quello che constatiamo, così come supponiamo constatino anche tutti i cittadini Acesi, è che a fronte di una spesa milionaria per il restauro di uno dei luoghi più amati della città, nonché unico polmone verde urbano, ci troviamo a distanza di molti anni dall’inizio dei lavori con il parco per la maggior parte inibito ai cittadini e chissà per quanto tempo ancora.

Un’idea sulle responsabilità di questo ennesimo scempio e sfregio per la città noi ce la siamo fatta e non è esente da colpe, così come è emerso da quanto scritto più su, anche l’attuale amministrazione principalmente per non aver saputo, o voluto, prendere i provvedimenti necessari a tempo debito, accidiosamente addossando tutte le responsabilità all’amministrazione che l’ha preceduta ed esponendo, se non si collauderanno i lavori entro il 31 dicembre 2015, ad un serio richio di default il nostro Comune.

Riteniamo che si debba far luce al più presto sulla questione e che ogni strada, utile al fine di individuare eventuali responsabilità penali o erariali, debba essere battuta. Ed è quello che faremo

Alleghiamo per chiunque voglia approfondire le relazione dell’organo di Collaudo e della Commissione di verifica voluta dal Sindaco Barbagallo.

Relazione Organo Collaudo

Relazione della Commissione

 

 

 

 

 

 

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