Terme di Acireale – Cronaca di una (S)vendita Annunciata

Il Movimento 5 Stelle, attraverso i suoi PortaVoce all’ARS, ha presentato durante la lunga sessione di approvazione della legge di stabilità regionale e di bilancio, due emendamenti che miravano rispettivamente a revocare la liquidazione della Società della Terme (Terme di Acireale S.p.A in Liquidazione) e ad inserire il termalismo tra le aree strategiche riconosciute dalla Regione.
Purtroppo nonostante l’appoggio di alcuni deputati e la disponibilità, a parole sia ben inteso, del presidente della Regione Crocetta e dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi, i nostri emendamenti non sono neanche stati discussi e votati in aula, ciò perché una parte della maggioranza (indovinate chi?) che appoggia questo pessimo governo regionale, ha promesso ferro e fuoco nel caso in cui queste due proposte del M5S fossero arrivate in assemblea.

Noi riteniamo, e non siamo i soli in città, che le Terme rappresentino un asset strategico per una città che deve aspirare concretamente, e non solo a parole, ad avere un reale appeal turistico e che quindi non può permettersi di veder svenduto il patrimonio (immobiliare e non) delle Terme di Acireale.

Le passate gestioni le hanno distrutte, hanno distribuito denari e lasciato solo terra bruciata con la conseguenza che noi cittadini pagheremo il salato prezzo mentre qualcun altro guadagnerà.

E ciò sarà semplice e relativamente economico.

Perché, bisogna dirlo, le Terme di Acireale sono state artatamente fatte morire, lentamente ma inesorabilmente, fino a farle indebitare in maniera spaventosa senza che contemporaneamente ci fosse un serio piano di investimento che mirasse alla razionalizzazione e riduzione dei costi di esercizio ed a un miglioramento dei servizi che le terme fornivano (piange il cuore ad usare l’imperfetto), con il fine di rendere le Terme una società sana, capace sia di pagare i debiti che produrre utile.
Sarebbero bastate due o tre azioni politico amministrative come l’inclusione del termalismo tra le aree strategiche, la nostra proposta,  attraendo così fondi comunitari per la messa in sicurezza e permettere l’ammodernamento delle strutture specificatamente destinate ai servizi termali ed il recepimento della legge 323/2000 che prevede tutta una serie di azioni possibili per il rilancio del settore termale.

Tutto ciò è stato volutamente non fatto ed una volta raggiunto l’obiettivo (!) di far diventare le Terme una società decotta ed in deficit d’esercizio perenne, ecco che arriva puntuale, a conclusione di questa parabola discendente, la norma regionale, l’art. 21 della Legge Regionale 11/2010, che stabilisce contemporaneamente la liquidazione della Società Terme di Acireale S.p.A, della quale il socio unico è la Regione Sicilia, e l’affidamento “a soggetti privati della gestione e la valorizzazione dei complessi cremotermali ed idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale e di Sciacca, compreso lo sfruttamento delle acque termali ed idrominerali, nonché le attività accessorie e complementari”.

Concentriamoci sul primo aspetto, cioè la liquidazione.

In diritto la liquidazione di un’impresa è il processo mediante il quale una società (o parte di essa) viene portata al termine, ridistribuendo tutti gli attivi e cercando ove possibile di chiudere tutte le posizioni debitorie.

Appunto i debiti.

La società Terme di Acireale è indebitata per circa 14 milioni di euro, dei quali circa la metà nei confronti di banche per dei mutui accesi negli anni passati, dei quali la Regione era garante, e per i quali inspiegabilmente e ingiustificatamente ad un certo punto vengono sospesi i pagamenti delle rate di ammortamento (perché?), esponendo così la società alle ovvie azioni di rivalsa degli istituti di credito.
Con questa pesantissima  esposizione debitoria, a cui necessariamente bisogna far fronte, al commissario liquidatore senza un intervento deciso da parte del Socio unico della Società, cioè la Regione Sicilia nella persona del suo Presidente, per la ricontrattazione del debito e lo stanziamento successivo delle necessarie risorse economiche, non resta che (s)vendere il patrimonio immobiliare (hotel in primis), per onorare i debiti.

Ed è proprio quello che succederà a breve, purtroppo.

Ciò sta avvenendo nell’assordante silenzio dei politicanti acesi, i veri responsabili dello stato catalettico in cui versa Acireale.

 

P.S.: A questi link potete trovare altri atti presentati dal Gruppo M5S @ ARS riguardo il Termalismo in generale e le Terme di Acireale in particolare:
Interpellanza su situazione debitoria Terme Acireale
Mozione Termalismo

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