Copertura Teatro Maugeri: l’analisi dell’iter dei lavori.

Posted on 03/01/2018 · Posted in Articoli, In Evidenza, Lavori Pubblici

Continua il lavoro del Gruppo di Lavoro “Lavori Pubblici” del Movimento 5 Stelle Acireale, questa volta ci siamo occupati dell’iter dei lavori di rifacimento della copertura del Teatro Maugeri e come al solito abbiamo trovato numerose anomalie ed incongruenze. I recenti fatti di cronaca che hanno interessato Acireale hanno dimostrato come sono stati gestiti i soldi pubblici per la realizzazione delle opere pubbliche ed i disastrosi risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Nonostante l’enorme mole di lavori eseguiti al Teatro Maugeri, lo stesso non potrà essere riaperto poichè gli interni sono ancora del tutto inutilizzabili a causa delle infiltrazioni d’acqua dovute al fatto che il teatro è rimasto a lungo senza una copertura adeguata dopo che la tromba d’aria del novembre 2014 l’aveva divelta. Sottolineamo ciò perchè nel progetto oggetto della nostra analisi erano previsti lavori per il ripristino degli ammaloramenti interni per un importo di circa 85.000 euro, ma questi lavori non sono stati eseguiti. Ci troveremo dunque con una struttura non fruibile nonostante le centinaia di migliaia di euro spesi.

Buona lettura.

Analisi Progettuale ed Iter dei Lavori di rifacimento della Copertura del Teatro Maugeri.

In data 17 novembre 2014, appena 12 giorni dopo i catastrofici eventi atmosferici del 5 novembre 2014, viene dato l’incarico ad eseguire il progetto esecutivo della NUOVA COPERTURA DEL TEATRO COMUNALE MAUGERI, all’ing. Giuseppe Puglisi, Ordine ingegneri Catania n°3868.

Con determina area tecnica n.117 del 07 marzo 2016, viene approvato il progetto esecutivo.

Con determina area tecnica n.181 del 04 aprile 2016, viene approvato il bando di gara e relativo disciplinare.

Con determina area tecnica n. 397 del 11 luglio 2016 vengono aggiudicati i lavori all’impresa COSEDIL S.p.A. con il ribasso d’asta del 12,7727%.

In data 02 settembre 2016, viene stipulato il contratto d’appalto con l’impresa COSEDIL S.p.A. di Santa Venerina (CT).

In data 17 ottobre 2016 avviene la consegna, stabilendo che i lavori dovranno essere ultimati entro 150 giorni, fissando la scadenza per il 16 marzo 2017.

Già prima della consegna dei lavori, in data 07 ottobre 2016, l’impresa aggiudicataria, COSEDIL S.p.A., produce delle note alla Direzione Lavori con le quali indica delle nuove categorie di lavori e nuove attrezzature necessarie per un migliore svolgimento dei lavori, ed in particolare:

  • Gru a torre, ponteggi, recinzioni cantiere, vernice antiruggine travi e telo a protezione del sottotetto esistente: richieste che vengono accolte dalla Direzione Lavori con nota dell’11 ottobre 2016, approvate dal RUP. Alla luce di queste modifiche, già prima di iniziare i lavori emergerebbe, a norma di legge, la necessità di una Perizia di Variante, rendendo evidente la carenza progettuale della progettazione esecutiva.

A conferma di quanto affermato, durante l’esecuzione dei lavori si riscontrano delle difformità tra il progetto esecutivo ed i luoghi, come la mancanza di un pilastro, risultante in progetto ma inesistente di fatto, che porta ad eseguire una modifica al calcolo strutturale con conseguente aumento dei ponteggi interni ed esterni per oltre il 50%.

In data 28 aprile 2017 viene approvata la Perizia di Variante e Suppletiva.

Salta subito alla nostra attenzione il fatto che gli Oneri di Sicurezza previsti in Perizia di Variante siano aumentati in modo considerevole passando da 81.247,33 € a 96.832,05 €, somme, queste, non soggette a ribasso d’asta. La differenza della quantificazione monetaria degli Oneri di Sicurezza doveva essere verificato dal RUP con apposito computo metrico estimativo, cosa che non è avvenuta visto che da recenti comunicazioni avute con il RUP nel febbraio 2018, lo stesso ha dichiarato che al momento dell’approvazione della Perizia di Variante non era in possesso del computo metrico degli Oneri di Sicurezza.

Esaminando il computo metrico estimativo di progetto notiamo che lo stesso si divide in due parti:

  1. STIMA DI SICUREZZA DIRETTA, che ammonta a 43.987,79 €.
  2. STIMA SICUREZZA DI FASE, che ammonta a 37.259,55 €.

Mentre nella prima stima sono stati previsti tipologie di lavori, quali ponteggi, recinzioni cantiere e linee vita, nella seconda stima si sono previste delle tipologie di lavorazione che non hanno, a nostro modesto parere, niente a che vedere con gli oneri di sicurezza ed infatti da un controllo effettuato sul Prezzario Regionale 2013 (quello adottato per questi lavori) non risultano molte delle voci previste.

Evidenziamo inoltre che 11 delle tipologie di lavorazioni previste nel computo metrico di progetto esecutivo siano state soppresse con la Perizia di Variante, ( 07.02.12 – 07.02.16.01 – 11.04.02 – 23.01.01.04.02 – 23.01.01.16 – 23.01.03.02 – Eco.2 – N.P.2 – N.P.6 – N.P.8 – N.P. nolo 01 – N.P. nolo 02.), pertanto ci chiediamo come sia stato possibile che gli oneri di sicurezza previsti in Perizia di Variante siano aumentati di ben 15.584,72 € senza aver realizzato il relativo computo metrico estimativo di Perizia di Variante così come prevede la normativa.

Continuando con l’analisi ed esaminando il Quadro Economico della Perizia di Variante e dello stato Finale riscontriamo alcune incongruenze nel paragrafo previsto per le Somme a disposizione dell’Amministrazione:

  1. Oltre ai lavori in economia già saldati, ammontanti a € 10.272,50, vengono inseriti ulteriori € 10.403,73 in previsione di ulteriori lavori in economia, dimostrando notevoli capacità divinatorie.

  2. Molte tipologie di lavori facenti parte dei nuovi prezzi di variante sono stati contabilizzati e pagati, come si evince dalle emissioni dei relativi Certificati di Pagamento n. 1-2-3-4, presumibilmente illegittimamente, prima ancora che venisse approvata la Perizia di Variante, redatta il 21 aprile 2017 ed approvata dalla Giunta il 28 aprile 2017. Evidenziamo inoltre che contabilizzando anticipatamente le predette tipologie lavorative si è fatto sì che si superasse il 25% delle lavorazioni contabilizzate, cosa che ha poi dato modo all’impresa di chiedere la sospensione dei lavori per mancato ristoro.

  3. Le economie derivanti dal ribasso d’asta della gara, corrispondenti ad € 53.126,22 da stornare alla Amministrazione Regionale, vengono invece riportate anche nel quadro economico dello stato finale dei lavori, che porta la data 18 luglio 2017, ma su questo punto dalla relazione del collaudatore al punto 1.22 si legge:

    1.22 Con nota del dpcr — direzione generale n. 29863 del 24.05.2017 – è stato autorizzato l’utilizzo delle economie da ribasso d’asta pari a € 53.126,22 (così come indicate nel “quadro economico” della pvs e “quadro economico” dello stato finale) per ulteriori lavori da eseguirsi all’interno della struttura teatrale, necessari alla funzionalità dell’opera e legati al danneggiamento originario della stessa. In riferimento a tale importo (economie da ribasso d’asta: € 53.126,22) sono già state impegnate le somme relative ai lavori di “incapsulamento” dell’intradosso della volta decorativa, che risultava contenere “amianto”, compresi i necessari noli, smaltimenti e rifiuti speciali, e precisamente:

    26.400,00

    per incapsulamento eseguito dalla ditta autorizzata “AGM costruzioni srl” (Determina Dirigenziale n. 369 del 24.05.2017)

    5.405,74

    per extra-noli di gru e ponteggi interni, prolungati per incapsulamento, riconosciuti all’Appaltatore (Cosedil)

    1.578.50

    per smaltimento rifiuti speciali

    33.384,24 TOTALE
    ln ragione di quanto sopra-riportato vi è, pertanto, un “residuo” positivo (derivante dalle suddette economie da ribasso) pari a € 19.741 ,98 (ovvero: € 53.126,22 – € 33.384,24) per ulteriori lavori.

Ci ritroviamo dunque con un quadro economico che non corrisponderebbe alla realtà, in quanto queste somme sono state spese in parte ed inserite separatamente nel QUADRO ECONOMICO dello STATO FINALE con l’indicazione di quelle spese e di quelle non spese.

La restante somma non spesa, circa 19.000 euro €, viene invece trattenuta, con la dicitura per ulteriori lavori, senza specificare alcunché e senza rendicontazione, di questa somma si sono dunque perse le tracce.

Altre anomalie ed incongruenze riguardano la contabilizzazione dei lavori.

Come già anticipato con nota del 11 aprile 2017 l’impresa COSEDIL chiede legittimamente di sospendere i lavori, poiché avendo eseguito oltre 300.000 € di lavorazioni, ben oltre il 25% dell’importo contrattuale previsto, non aveva ancora ricevuto nessun ristoro economico dalla stazione appaltante; il 12 aprile 2017 viene accolta la richiesta di sospensione in attesa anche che venga eseguita la Perizia di Variante.

L’impresa sootoscrive la suddetta sospensione con riserva, addebitando contestualmente all’amministrazione e alla direzione lavori manchevolezze e chiedendo sin da subito un ristoro giornaliero, a titolo di risarcimento, di € 2.562,04, per un totale di € 20.496,32, per i primi 8 giorni di sospensione. La mancata opposizione del Direttore dei lavori, alla richiesta di risarcimento danni della ditta fa scattare automaticamente il diritto dell’impresa al risarcimento richiesto, anche se dal registro di contabilità il pagamento di questo risarcimento non risulta.

In data 02 maggio 2017 vengono ripresi i lavori.

L’1 giugno 2017, contestualmente alla contabilizzazione del 5° s.a.l., l’impresa scioglie la riserva di risarcimento danni, probabilmente perché la Direzione Lavori ha in modo bonario CONTABILIZZATO il 33% in più del prezzo del noleggio della Gru a Torre di cantiere, per una maggiore spesa di €.15.048,00.

Si evidenzia inoltre che nel registro di contabilità non risultano conteggiate le somme delle liste settimanali che ammontano €.17.564,17 + iva al 10% ovvero a €.19.320,58, da come si evince nel quadro economico dello stato finale, tutto ciò non è previsto della normativa sulla contabilità dei LL.PP., la quale prevede che dette liste settimanali debbano essere annotate nel registro di contabilità e sommate alle lavorazioni a corpo o a misura eseguite.

Questo “trucchetto contabile” sembrerebbe aver permesso di far rientrare la Perizia di Variante e Suppletiva approvata nei parametri previsti dalla normativa vigente in materia, l’articolo 149 del D.Lgs 50/2016:

Art. 149. Varianti
1. Non sono considerati varianti in corso d’opera gli interventi disposti dal direttore dei lavori per risolvere aspetti di dettaglio, finalizzati a prevenire e ridurre i pericoli di danneggiamento o deterioramento dei beni tutelati, che non modificano qualitativamente l’opera e che non comportino una variazione in aumento o in diminuzione superiore al venti per cento del valore di ogni singola categoria di lavorazione, nel limite del dieci per cento dell’importo complessivo contrattuale, qualora vi sia disponibilità finanziaria nel quadro economico tra le somme a disposizione della stazione appaltante.
2. Sono ammesse, nel limite del venti per cento in più dell’importo contrattuale, le varianti in corso d’opera rese necessarie, posta la natura e la specificità dei beni sui quali si interviene, per fatti verificatisi in corso d’opera, per rinvenimenti imprevisti o imprevedibili nella fase progettuale, per adeguare l’impostazione progettuale qualora ciò sia reso necessario per la salvaguardia del bene e per il perseguimento degli obiettivi dell’intervento, nonché le varianti giustificate dalla evoluzione dei criteri della disciplina del restauro.

Sommando i lavori al netto contabilizzati €. 758.120,14 + €.17.564,17 delle liste settimanali, si arriva ad un importo complessivo €.775.684,31 che in percentuale ammonta al 21,475% dell’importo contrattuale, €.638.558,25, ben oltre il 20% previsto dalla normativa in vigore e non il 19,1814% come asserisce e certifica la Direzione dei lavori.

Mettiamo a disposizione di tutti i documenti e gli elaborati progettuali: https://goo.gl/DwL1Gk

 

 

 

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