Santa Maria la Scala: Allora/o, chi era il bugiardo?

Posted on 10/20/2016 · Posted in Articoli, barbaballe, In Evidenza, Trasparenza

Rieccoci. Ricorderete sicuramente il trambusto scaturito e le reazioni stizzite dell’Amministrazione D’Agostino-Nicotra (… ah sì dimenticavamo Barbagallo), all’indomani della nostra documentata relazione-denuncia,  redatta insieme all’ing. Stefano Alì, sullo scempio perpetrato sul lungomare di Santa Maria la Scala, lavori per quasi 800.000 € che dovevano riqualificare il borgo marinaro ma che in realtà lo hanno dequalificato, deturpando uno degli angoli più belli del nostro territorio.

Una prolusione di insulti ci arrivò addosso a causa della nostra denuncia, dalle accuse di falsità e ignoranza, all’essere fautori di  polemiche stucchevoli e strumentali e così via, potremmo continuare con la lista di insulti ma meglio fermarsi qui.
Ci fu chi addirittura chi titolò in maniera involontariamente esilarante –  “Stavolta l’Amministrazione si è arrabbiata con Angela Foti” – , non capendo assolutamente nulla di quello di cui si dibatteva e si denunciava e prendendo per buone le  obiezioni dell’Amministrazione, facendosi, presumiamo involontariamente,“Porta-Voce del padrone”.

Ma si sa le bugie hanno le gambe corte così ed è bastato attendere un po’ per scoprire chi realmente dicesse bugie o fosse incompetente.

Così finalmente il 27 Maggio 2016, circa due settimane dopo la presentazione della nostra denuncia alla stampa dell’11 maggio 2016 , viene redatto e firmato il Certificato di Regolare Esecuzione (lo trovate qui) dei lavori di riqualificazione del Borgo di Santa Maria la Scala.
Per chi non sapesse cosa è il certificato di regolare esecuzione basti dire che si tratta di un documento che sostituisce il collaudo e che è redatto dalla stessa Direzione Lavori che ha seguito l’iter dei lavori.
Trovate più informazioni qui.

Questo documento che è il documento che pone la parola fine ai lavori, deve contenere tra l’altro:
una sintesi del costo del lavoro indicando in dettaglio le modificazioni, le aggiunte e le deduzioni al conto finale.

Proprio di deduzioni vogliamo discutere in questa articolo, infatti da quanto emerge dal Certificato di Regolare Esecuzione molte dei nostri rilievi nell’esecuzione dei lavori, anche se non tutti, ma su questo punto torneremo tra poco, sono stati oggetto di attenzione dalla Direzione  Lavori, che ha proceduto a defalcare alla ditta le somme pagate in più per lavori che non erano conformi a quanto previsto sia nel progetto originario che nella perizia di variante.
Tra i lavori vi sono anche i famosi allori e gli esosissimi cestini dei rifiuti da noi denunciati.

Andiamo per ordine, partendo dagli allori, nella nostra relazione veniva rilevato che:

Alberi
La perizia di variante ha reso necessario l’espianto di alcuni alberi con la relativa fornitura di nuovi alberi e la loro messa a dimora per un importo unitario per albero di € 953,76.
È stata quindi introdotta in perizia la voce NP. 23:

Fornitura e messa a dimora di specie arborea con zolla, secondo le specifiche e le direttive impartite dalla D.LL., di altezza non inferiore a 3.00 m e calibro del tronco, misurato ad 1.00 m da terra, non inferiore a 22 cm, compreso lo scavo, la preparazione del terreno, il riporto di terreno vegetale, l’impianto dell’albero, la fornitura di 20 l di ammendante per mq e la bagnatura con 20 l di acqua al mq. Specie arboree previste: Tamarix gallica o Lagunaria paterson o Albizia julibrissin o Cercis siliquastrum.

Nessun albero delle specie indicate in progetto è stato impiantato ma al loro posto sono stati impiantati degli alberi di specie non previste, nello specifico alloro, di altezza tra 2,20 e 2,40 metri e di circonferenza tra 8 e 10 cm (costo al vivaio €.120,00) che però vengono liquidate per la stessa cifra delle più costose specie arboree previste in progetto, per un totale di €.18.121,44.

Il Direttori dei Lavori con il Certificato di Regolare accerta:

allori_def_palladimerda_dimauro

La direzione lavori ha dunque detratto oltre 4 mila euro, rimodulando la voce di prezzo (NP 23 bis). Il costo complessivo per l’acquisto e la messa dimora di ogni singolo albero è così passato da oltre 950 euro a circa 600 euro che poi al netto del ribasso d’asta è sceso a circa 455 €.  Mentre il costo per il solo acquisto di ogni singolo albero è passato al netto del ribasso d’asta da circa 320 € a circa 95 €.
Si è dunque passati, per gli allori di Santa Maria la Scala, da un costo di oltre 12.000 € a poco più di 8.000.
Possiamo orgogliosamente affermare che avevamo ragione e siamo felici di aver fatto risparmiare questa cifra ai cittadini acesi.
Per ultimo vorremmo far notare che affinché fosse possibile  detrarre il maggiore importo che era precedentemente stato pagato per le errate essenze arboree  messe a dimora non previste in progetto, è stato necessario ricorrere alla creazione di un Nuovo Prezzo (NP.23 bis), si è dovuto quindi porre in essere un atto procedurale che permettesse di giustificare un pagamento diverso per una diversa fornitura e lavorazione alla ditta che ha effettuato i lavori. Questa sottolineatura funge da risposta definitiva al Consulente Economico del Sindaco Nino Nicotra, che molto incautamente, aveva affermato che non “ci vuole la carta bollata” per la messa a dimora di essenze arboree diverse rispetto quelle previste in progetto. Ci voleva, eccome.
Ci sarebbe molto altro da dire  sia rispetto alla scelta di impiantare degli allori in riva al mare, sia rispetto alla figura da peracottaro che il Sindaco Barbagallo ha fatto sbandierando un presunto parere positivo alla piantumazione degli allori del Presidente dell’Ordine degli Agronomi di Catania, venendo poi prontamente smentito dallo stesso Corrado Vigo a stretto giro di posta. Ma questa sono altre storie, meglio non parlarne più.

Retoricamente ci chiediamo se queste somme sarebbero state detratte senza la nostra denuncia.

Cestini portarifiuti
Sia con il progetto originario che con la perizia di variante non si erano previsti cestini porta rifiuti, ma in fase di esecuzione provvedono subito ad inserire e collocare 10 cestini porta rifiuti e posacenere, per la modesta cifra (voce np. 69) di € 726,56 per una spesa complessiva di €.7.265,60.

Anche per i costosissimi  cestini, che come dicevamo non erano stati previsti ne in progetto ne in perizia di variante, tant’è che si è dovuto procedere durante la fase di esecuzione dei lavori alla creazione di un nuovo prezzo (NP. 69) non incluso nel Prezzario Regionale, la Direzione lavori ha proceduto ad un detrazione con la motivazione che la ditta ha fornito dei cestini parzialmente diversi rispetto a quelli concordati in precedenza. Il costo di ogni singolo cestino è stato diminuito di 81 € al lordo del ribasso d’asta per un totale di 810 €, che poi al netto si traduce in una detrazione di circa 650 €.
Il costo al lordo di ogni singolo cestino è così passato da circa 730 € a circa 630 €.

cestini_1_palladimerda_dimauro

Altre detrazioni hanno riguardato il servoscala installato all’interno della ex scuola elementare in quanto di modello e caratteristiche diverse rispetto a quello concordato, detrazione di circa 640 € al netto del ribasso d’asta, e circa 2.760 € per un errore materiale (che avevamo riscontrato) relativo a delle superfici del marciapiede sul lungomare da risanare.

Una nota a parte merita la questione “rampa disabili” che come è noto ha una pendenza ed una lunghezza che sono completamente fuori norma ed inoltre l’accesso ad essa è ostacolata da un enorme albero che riduce notevolmente lo spazio d’accesso alle sedie a rotelle, rendendo pericoloso il suo utilizzo. Dal certificato si scopre che il Direttore dei Lavori ha emesso un ordine di servizio ( il n. 6 del 9 febbraio 2016) con il quale intimava alla ditta di adeguare alle normative vigenti le caratteristiche della rampa. Una volta per  ricevuta risposta dalla ditta che accampava impedimenti all’adeguamento della rampa a causa della presenza di un palo e di un pozzetto dell’illuminazione pubblica, il Direttore dei Lavori semplicemente se ne lavava le mani comunicando al RUP, l’ing. Torrisi del Comune di Acireale, il diniego della ditta per le suddette motivazioni e chiedendo lumi su come procedere. Il RUP non ha risposto alle comunicazione del Direttore dei Lavori così la scivola è rimasta così come si presenta oggi.  Risulta incomprensibile il comportamento del Direttore dei Lavori che avrebbe dovuto far di tutto affinché la scivola fosse adeguata alla normativa senza ulteriori esborsi e senza interpellare il RUP, ma allo stesso modo risulta incomprensibile il comportamento del RUP che non ha preso posizione sulla questione non degnandosi di rispondere a quanto richiesto dal Direttore dei Lavori.

scivola_2_palladimerda_dimauroSiamo dunque pienamente soddisfatti del nostro lavoro, ma lo eravamo anche prima ovviamente, ma parzialmente soddisfatti di quanto riportato sul Certificato di Regolare Esecuzione riguardo alle detrazioni, molto altro ancora è da detrarre alla ditta che ha eseguito i lavori, molti dei quali non stati eseguiti a regola d’arte o non sono stati eseguiti in conformità a quanto previsto in progetto ed in perizia di variante o, ancora, non sono stati eseguiti affatto anche se previsti.
Basterebbe prendere come riferimento la nostra puntuale relazione e da lì prendere spunto per approfondimenti ed eventuali detrazioni o per rivalersi in danno nei confronti della ditta per lavori, che come dicevamo, non sono stati eseguiti a regola d’arte o non sono stati eseguiti affatto.
Il RUP, l’ing. Torrisi, che dovrebbe rappresentare e tutelare gli interessi del Comune di Acireale, non ha controfirmato il Certificato di Regolare Esecuzione, ciò, ci auguriamo, che possa rappresentare un segnale della volontà dell’Ing. Torrisi a fare delle controdeduzioni che portino ad ulteriori detrazioni o ad altre sanzioni nei confronti della ditta esecutrice nonché eventualmente nei confronti del Direttore dei Lavori.
Il RUP entro due anni dalla data riportata nel Certificato di Regolare Esecuzione deve provvedere a redigere le proprie controdeduzioni, speriamo insieme a tutti i cittadini acesi che  lo faccia il prima possibile, ma si sa ad Acireale il tempo è dilatatissimo.

Concludendo per il momento, non possiamo che reiterare la richiesta di dimissioni immediate nei dell’Assessore ai Lavori Pubblici Nando Ardita che quale si è dimostrato totalmente inadeguato al ruolo. Inadeguatezza che paga tutta la città.

P.S.: In un recente sopralluogo da noi effettuato in compagnia del RUP, lo stesso ci ha assicurato che avrebbe provveduto a redigere le proprie controdeduzioni e che avrebbe tenuto in debita considerazione la nostra relazione. Aspettiamo pazienti.

 

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