Salvo Raciti – Unico candidato sindaco credibile

Dal primo confronto televisivo trasmesso da Canale 9 il 23 Aprile 2014, il Movimento 5 Stelle di Acireale ne esce vincitore, il nostro candidato Sindaco Salvo Raciti ci ha parlato di fatti concreti come quartieri popolari, pesca, agricoltura, agrumi e nel farlo si poteva notare l’emozione e la passione di un uomo che non ha promesso nulla, che ha dichiarato di non possedere alcuna “bacchetta magica” ma solo la buona volontà e la capacità di affrontare i problemi causati dalla gestione disastrosa dell’amministrazione uscente.

Raciti ha più volte sottolineato il distacco tra i cittadini e le istituzioni citando l’esempio dei quartieri popolari dove dopo tanti anni di promesse da parte di tutte le amministrazioni passate è seguito il NULLA; le nostre proposte continua Raciti: “vanno nella direzione dei cittadini e mirano a dare voce alle reali esigenze della città”; e continua: “chi oggi cerca di vendere scenari di prosperità a breve termine vi prende in giro, conosciamo bene il bilancio del comune di Acireale e sappiamo che si dovrà lavorare duro per ottenere risultati tangibili”; poi lancia il suo appello: “cittadini è arrivato il momento di riprenderci ciò che ci appartiene, la politica non si occuperà mai delle nostre esigenze dunque in coscienza votate l’unica reale alternativa al vecchio apparato che, camuffato dietro liste civiche cerca come sempre di sfuggire 5alle proprie responsabilità”.

Durante l’incontro abbiamo sentito tanti proclami, orizzonti felici ma quello che mi ha più colpito è stato ancora una volta il distacco di tutti i candidati rispetto all’attualità, tutti parlavano di giovani, per i giovani insomma solo i giovani non considerando che loro per i giovani non possono fare quasi nulla a parte, come ribadito da Salvo Raciti, darci qualche piccola agevolazione per chi fa impresa oppure valorizzare eventi di cultura e spettacolo.

Ma andiamo alle cose serie, abbiamo sentito il candidato sindaco del PD parlare del Costarelli e attribuire ad un bar significati simbolici del tutto fuori luogo e appartenenti ad un’era preistorica, poi ha sottolineato la sola iniziativa del bike sharing come fondamentale per le sorti di Acireale (non potevo credere alle mie orecchie).

Il candidato della destra, la vera responsabile dello sfacelo acese di questi ultimi 10 anni, sembrava un piccolo Berlusconi (piccolo solo perché Berlusca ha 80 anni) infatti si è presentato come un imprenditore di successo che si mette al servizio della politica per il bene dei cittadini (la solita solfa!!!).

Al centro troviamo il classico candidato cattolico, piene di belle parole che ci ha illustrato come intende risollevare le sorti di Acireale con l’aiuto di rinomati professionisti acesi. L’ho trovato molto teorico e poco pratico, il tempo dei signorotti è finito.

Non poteva mancare la destra civica, con il suo candidato di riferimento che nonostante abbia votato persino a favore della realizzazione del depuratore consortile a Rocca di Volano si proponeva come il nuovo ma soprattutto innovativo (qualcuno spieghi a costui di cosa stava parlando).

Dell’alter ego del deputato regionale D’Agostino non mi è rimasto nulla in mente a parte la simpatica domanda dell’intervistatore che chiedeva spiegazioni sul passaggio da organizzatore di eventi con forte presenza di birra alla candidatura a sindaco. E per ultimo il candidato del “Bene Comune”, che visibilmente emozionato durante tutta la trasmissione ci ha sottolineato che avrebbe appoggiato un’alleanza con noi pentastellati.

Ma alla luce di quanto emerso da questo incontro, purtroppo per lui e fortunatamente per noi il Movimento 5 Stelle non fa alleanze.

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