“No alla carne, l’amore per la Vita non si ferma”

Il 12 Aprile si è svolto ad Acireale, il forum dal titolo “No alla carne, l’amore per la Vita non si ferma”.  Tra i relatori, I portavoce alla camera e alla regione del Movimento 5 Stelle ed esperti che hanno portato il loro contributo in materia di allevamenti intensivi e consumo di carne e agricoltura intensiva.

In questi mesi di operato del M5S, sia alla Regione sia alla camera, sono state presentate diverse proposte di legge alcune non ancora calendarizzate o respinte, su vari aspetti relativi allo sfruttamento degli animali e alla sostenibilità di attività agricole e zootecniche. Nello specifico, un disegno di legge per la regolamentazione della macellazione degli agnelli in agriturismo, un emendamento per la revoca delle deroghe sui metodi di macellazione degli stessi, una mozione e un disegno di legge che vieta la coltivazione di organismi geneticamente modificati e un progetto di legge, che introduce il reato di zooerastia e lo sfruttamento degli animali nei circhi e sugli allevamenti per animali da pelliccia

Proposte di legge che non richiedono alcuna copertura finanziaria sono state respinte, tra queste quella l’abolizione dell’utilizzo degli uccelli in qualità di richiami vivi, una pratica cruenta, che consiste nella cattura degli uccelli utilizzati per fare il richiamo nella caccia, tenuti in gabbie molto strette in condizioni gravi che non ne garantiscono il benessere. Per questa prassi, è stata dichiarata la procedura d’infrazione all’Italia, da parte della Commissione europea,con la contestazione di uso improprio   dei richiami vivi. Non basterà la mancanza di volontà politica dei partiti per fermare la volontà e la passione a questi temi sensibili,

Il M5S continuerà a far pressione perché questa e altre pratiche cruente vengano abolite come quella degli allevamenti di animali per pellicce, presentato sia alla Camera che all’ARS.

Giampiero Santocono, medico veterinario, ha illustrato la normativa vigente sulla macellazione e anagrafe equina ed ha evidenziato la necessità che quest’ultima, sia deferita in maniera totale al ministero della sanità. Ad oggi, infatti,gli equini  sono iscritti in due anagrafi afferenti: una all’agricoltura e una alla sanità in base alla destinazione del capo.

Potrete facilmente immaginare come la malavita sia agevolata nel cambiare la destinazione per uso alimentare del cavallo a fine vita   con tutti i rischi connessi per la salute umana. Bisogna sapere infatti, che i cavalli utilizzati per le corse, ad esempio, vengono dopati con sostanze vietate.

Molto apprezzabile la relazione dell’agronomo Giuseppe Gullo che ci ha spiegato come negli ultimi 30 anni sono cambiati i modelli di produzione agricola e di come si sia impoverita l’offerta per il consumatore. Su 7000 specie vegetali alimentari poco più di cento sono coltivate con un grande danno per la biodiversità e una aggressione al patrimonio genetico. Le superfici   in monocoltura, nascono dal bisogno di adattarsi alle economie di scala.  I regolamenti e le leggi direttive Habitat2000, che servivano proprio per tutelare il territorio, non vengono applicate a causa della mancanza di controllo e delle pressioni delle lobbies del fito farmaco . C’é una economia che si sviluppa sempre più, e che meglio sta resistendo agli effetti della globalizzazione e alla crisi, che mira all’agricoltura di qualità.

Il chimico Giancarlo Perrini, ha approfondito la tematica dell’impronta ambientale e dell’inquinamento prodotto dall’agricoltura e zootecnia intensiva in termini di consumo di acqua e uso di pesticidi .

In base ai dati elaborati, si é chiaramente evidenziato come in termini di sostenibilità,  si stiano letteralmente consumando le risorse ambientali con una  proporzione maggiore di ben tre volte la capacità delle stesse di rinnovarsi.

Attualmente, la metà delle terre fertili del pianeta viene usata per coltivare piante, foraggi destinate agli animali. Come risulta dal documento presentato nel  2008 a Londra, dal Gruppo intergovernativo di studiosi nel campo della sostenibilità ambientale, dal titolo “Riscaldamento globale: l’impatto sui cambiamenti climatici della produzione e del consumo di carne”, produrre un chilo di carne ha enormi costi in termini ambientali, l’emissione di 36,4 chili di anidride carbonica. L’industria dell’allevamento produce più gas serra dell’intero settore dei trasporti. Questo di certo deve indurci a riflettere e avere un rapporto più consapevole con l’alimentazione.

Abbiamo potuto apprezzare il contributo dell’esperto nutrizionista Edi Palmeri, che alla luce del rapporto del 2013 del Ministero della Salute, ha fatto notare come  una scorretta alimentazione, la presenza di conservanti e additivi  nel cibo  industriale, l’eccesso di grassi e zuccheri e l’eccessivo consumo di carne, sono la principale  causa dell’aumento delle malattie degenerative: diabete, tumori, osteoporosi, malattie cardiovascolari anche in età precoce. Purtroppo a questa consapevolezza scientifica, non viene data l’opportuna diffusione e questo anche dai medici. La logica del profitto è sulle nostre tavole.

Mario Bonica per il “Coordinamento associazioni animaliste”, ha sintetizzato in un toccante intervento, come sia per nulla etico, specialmente in un contesto religioso, la tradizione di uccidere gli agnelli  o cuccioli di qualsiasi specie  a scopo alimentare e celebrativo.

Senza mezze misure il riferimento alle celebrazioni  pasquali che, da momento di celebrazione della rinascita di Gesù Cristo, si sono trasformate in un massacro che nulla ha a che vedere con la spiritualità che,invece, dovrebbe contraddistinguere  la cristianità . Un appello chiaro e forte nei riguardi del pontefice sua santità Papa Francesco affinché riporti la comunità ai profondi valori. Nel ricordare che, solo nel 2012 sono stati distribuiti più di 3 milioni di euro ai circhi, di 300 mila euro elargiti a circhi già condannati per aver usato violenza agli animali si è rilevato che l’uso di animali, specie quelli che maggiormente soffrono lo stato di cattività, è una pratica in cui gli animali sono costretti ad una terribile costrizione di prigionia. Le iniziative legislative sono una mozione per la nostra regione e un emendamento alla finanziaria del 2013 (bocciato da tutti i parlamentari tranne che dal M5S… ovviamente).

Per la LAV il tema che oggi rappresenta una vera emergenza, è il randagismo. Questo fenomeno in Sicilia ha assunto delle proporzioni tremende, si stima infatti la presenza sul territorio siciliano di oltre 7000 cani abbandonati. Questo potrebbe apparire assurdo se raffrontato alla spesa che il sistema sanitario impegna ogni anno per tutti i servizi afferenti alla problematica, ma a pensarci bene, forse è proprio il business del canile, (dai 3,5  e 4,5 euro per cane piccolo  o grande) che rende fruttuoso non risolvere il problema a massimizzare il profitto ed è il profitto a fare da deterrente a una seria campagna sterilizzazione, non si incentiva adozione . Sette canili presenti sul territorio catanese sono privati. Le condizioni di vita secondo i volontari non sono accettabili per via del sovraffollamento, della mancanza di aree di sgambamento. I canili così concepiti non garantiscono il benessere animale, bisogna ripensare a tutti i parametri che li regolamentano e dare spazio alle piccolissime strutture dove l’animale possa sviluppare la propria affettività per poi essere facilmente adottato.

Dopo questo approfondimento,oggi sono ancora più consapevole di quanta strada ci sia da fare, di quanto bisogno ci sia e di quante persone hanno già compreso che dai nostri comportamenti, dalle nostre abitudini dipendono molte più cose di quanto pensiamo. I comuni possono fare la loro parte con i canili anziché esternalizzare possono incentivare le adozioni dei cani, predisporre aree dedicate per gli animali domestici, possono vietare, attraverso i propri regolamenti la permanenza di circhi con animali.

Articolo creato 140

Rispondi

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto