L’isola che c’era – Parte II

Siamo rimasti a vedere ma quello che vediamo tutti i giorni non piace a noi e neanche alla città.

Tutto come da copione…

Le perplessità diventano certezze quando ci si improvvisa in iniziative senza aver elaborato un piano urbano del traffico.

La formula magica si chiama “programmazione”, ciò che fanno tutte le altre amministrazioni cittadine che, a differente della nostra,  non si svegliano una mattina annunciando improvvisamente una  pista ciclabile senza avere un piano per il traffico veicolare e un progetto corredato da un cronoprogramma.

Un Piano Urbano del Traffico (qui la normativa :http://www.mit.gov.it/mit/site.php?p=normativa&o=vd&id=1…) è normalmente costituito da tre livelli di progettazione:

1) Generale (PGTU): riguarda, in particolare, il miglioramento della mobilità pedonale con definizione delle aree pedonali; il piano di miglioramento della mobilità dei mezzi collettivi pubblici con definizione delle eventuali corsie ad essi riservate e dei parcheggi di scambio con il trasporto privato; il piano di riorganizzazione dei movimenti dei veicoli motorizzati privati, con definizione sia dello schema generale di circolazione veicolare e del piano di riorganizzazione della sosta delle autovetture, ma anche del sistema di tariffazione e/o di limitazione temporale.

2) Piani Particolareggiati: progetti di massima per l’attuazione del PGTU, relativi ad ambiti territoriali più ristretti di quelli dell’intero centro abitato questo programma deve prevedere singoli insiemi di interventi attuabili che riguardano:
a) I progetti per le strutture pedonali (marciapiedi, passaggi ed attraversamenti pedonali e relative protezioni)
b) il tipo di organizzazione dei mezzi pubblici collettivi (fermate, capilinea, parcheggi di scambio con il trasporto privato)
c) gli schemi dettagliati di circolazione per i diversi itinerari della viabilità principale e per la viabilità di servizio, il tipo di organizzazione delle intersezioni stradali della viabilità principale ed il piano generale della segnaletica.

3) Progetti esecutivi: definiscono completamente gli interventi proposti nei rispettivi Piani particolareggiati e li integrano in termini di verifiche ed aggiornamenti necessari.

Ci chiediamo cosa di tutto ciò ad oggi è stato fatto?

Esiste una progettazione a supporto di ciò che questa amministrazione oggi vuole “propinare“ai cittadini?

L’impressione è che le proposte fatte fin’ora (riapertura della corsia centrale di Piazza Duomo e l’improbabile proposta di pista ciclabile che ricorda vagamente il circuito dei carri) non siano frutto di un progetto più ampio come vogliono farci credere, bensì degli espedienti per dare l’illusione che qualcosa in città stia cambiando, il classico fumo negli occhi dei cittadini che dovrebbero accontentarsi delle briciole.

Cara amministrazione, le attenuanti ci sono tutte: siete nuovi, siete giovani, avete trovato una situazione disastrata e come se non bastasse fa anche caldo. Ma è anche vero che tutto ciò che merita di essere fatto, merita di essere fatto BENE.

Aspettiamo quindi delle azioni concrete su questioni importanti come: isola pedonale, pista ciclabile, trasporto urbano pubblico.

E se volete uno spunto vi rimandiamo all’immagine allegata: se vi sembra familiare, probabilmente lo è.

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