Le BarbaBalle – Episodio 2 – La Trasparenza.

Dal Progamma di CambiAmo Acireale.

Punto 1.1 […]Abbiamo l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Per questo promuoviamo la trasparenza con la partecipazione al procedimento amministrativo ed il diritto di accesso alla documentazione attraverso l’utilizzo di internet.[…](sic)

Il sito web istituzionale del Comune di Acireale rappresenta in pieno le caratteristiche dell’Amministrazione Barbagallo, una linda e luccicante facciata ma opaca e triste una volta che se ne approfondisce la conoscenza.

Bella senz’anima.

Fin’ora abbiamo assistito a mirabolanti, quanto ridicole a volte, operazioni di maquillage urbano e amministrativo che per niente hanno però inciso sulla qualità della vita dei cittadini acesi che si aspettavano dopo le promesse “impossibili” della campagna elettorale, immediatamente dimenticate subito dopo (ricordate la storiella degli stipendi?), ben altri risultati.

La recente normativa statale in materia di anti corruzione e trasparenza della pubblica amministrazione obbliga gli enti locali, tra cui ovviamente i comuni,  alla pubblicazione di tutta una serie di informazioni e dati che ineriscono sia la sfera personale dell’eletto a cariche pubbliche che altre informazioni di carattere generale relativi al corso dell’attività amministrativa.

Ci riferiamo in particolare al Decreto legislativo 33/2013 e a quanto dettato all’articolo 14.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha pure messo a punto una pagina web di test che permette di verificare, inserendo l’indirizzo del sito web dell’ente, l’aderenza a quanto imposto dal Decreto legislativo 33/2013.
Si chiama la bussola della trasparenza.
 

Tornando al sito web del nostro Comune, dicevamo che è degna rappresentazione di questo vuoto edonismo e sensazionalismo amministrativo, infatti se incolliamo il link su la bussola della trasparenza e attendiamo i risultati vedremo che il sito web del nostro comune appare in assoluta regola con quanto imposto in materia di trasparenza, anche in riferimento ai dati relativi ai detentori di cariche di indirizzo politico.

Ma apparire non significa essere, infatti andando oltre l’illusoria facciata e andando a controllare quali e quanti dati sono stati pubblicati nell’apposita sezione Amministrazione trasparenza, ci si accorge subito che c’è ben poco e che l’unica cosa pubblicata sono delle vuote sezioni che aspettano di essere riempite.

All’articolo 47 il succitato decreto prevede delle sanzioni anche pesanti, si va dai 500 ai 10.000 euro, per i dirigenti della P.A. o i detentori di cariche di indirizzo politico  che omettono di pubblicare quanto richiesto dal decreto.

Teniamo molto alle tasche dei nostri amministratori ma teniamo ancora di più al rispetto delle regole oltreché al fatto che i palazzi della “cosa pubblica” siano delle case di vetro e non delle opache e inavvicinabili cattedrali del potere.

Abbiamo quindi formalmente richiesto, attraverso una lettera indirizzata all’amministrazione che trovate più giù, di mettersi il regola con quanto previsto dal d.lgs 33/2013 nel più breve tempo possibile e ciò a giovamento di tutti, amministrati ed amministratori.

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