La Perla (Jonica) ai porci?

Correva l’anno 2014 è sembrava  finalmente che una delle stelle più lucenti della ricezione turistica nel territorio acese potesse finalmente tornare a brillare. La Perla Jonica, da anni in gestione commissariale, di proprietà dei Costanzo, chiusa da diversi anni, aveva attirato l’interesse di un munifico sceicco, che forte di fiumi di petrodollari, attraverso la società ITEM,  avrebbe potuto riportare al vecchio splendore il complesso ricettivo che tanto era rimasto nei cuori e nei ricordi non solo dei cittadini acesi, simbolo di una Acireale da bere che non c’è più.

Tutto facile, tutto bello, un modello apparentemente win-win, dove tutti vincono e nessuno perde. Lo sceicco, come tutti gli sceicchi che si rispettino, metteva i soldi ed in cambio avremmo avuto solo benefici: centinaia di posti di lavoro, porti turistici dove far attraccare yacht da sogno, un hotel di lusso (Hilton), archistar coinvolti e benefici per tutta l’economia cittadina.

Addirittura le previsioni del numero di posti di lavoro necessari aumentavano esponenzialmente a cadenza quasi settimanale, così come i pellegrinaggi nelle varie segreterie politiche per presentare il proprio curriculum.

Si sa le segreterie politiche sono ormai diventate i nuovi centri per l’impiego, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Questa è stata la narrazione imbastita dai media locali, in primis dal maggior quotidiano, che non ha lesinato a pubblicare una moltitudine di articoli iper entusiastici sull’arrivo dello sceicco ad Acireale. Ma si tratta appunto di narrazione, quanto di quello narrato è divenuto o diventerà realtà? Difficile dirlo al momento.

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire come sono andate le cose fino a questo momento,  sulla base di quanto si è venuto a conoscere dalle risposte alle due interrogazioni parlamentari presentate dai deputati del M5S al Parlamento Italiano.

Nel luglio 2014 si diffonde la notizia della firma di 24 nuovi Contratti di Sviluppo a sostegno di altrettanti progetti strategici di investimento in Italia, soprattutto nel Mezzorgiorno, sotto la regia di INVITALIA. Molte sono le Azienze Italiane tra cui vi è  anche la ITEM, costituita il 18/06/2014!
Il programma di investimento che coinvolge la ITEM ha come oggetto la ristrutturazione del complesso ricettivo-turistico “La Perla Jonica”, chiuso come dicevamo da molti anni. L’intervento complessivo prevedeva la realizzazione di una struttura alberghiera e congressuale classificata come 4 stelle superior, la cui gestione veniva garantita dal Gruppo Hilton. L’investimento  ammontava a circa 48 milioni di euro di cui circa 24 milioni a fondo perduto, ed il resto messi a disposizione dallo Sceicco Hamed Bin Al Hamed.  A proposito del ricchissimo Sceicco, corrono voci che 21 milioni dei circa 24 che lo sceicco avrebbe dovuto sborsare provengano da un mutuo accesso con Monte dei Paschi di Siena, strano pensare che uno sceicco, ricchissimo per definizione, abbia la necessità di indebitarsi.

Ed è strano anche pensare che una banca come MPS, già con un piede nella fossa nel 2014, presti ad un cittadino straniero nullatenente in Italia, 21 milioni di euro. Si sa che le banche ormai elargiscono fondi a credito solo a chi è già ricco o a chi ha Santi in paradiso ma questo andazzo ha il realtà portato alla distruzione del sistema  creditizio rivolto alle PMI ed ai cittadini, deprimendo ulteriormente la nostra asfittica economia e non ha certo risanato le banche, tra cui MPS, che rischiano di saltare a causa di un mole spaventosa di crediti deteriorati ed alle quali lo Stato italiano,prima o poi, dovrà tendere una mano, salvandole. Immaginate con quali soldi?

Iniziano i lavori e la Società ITEM affida la ristrutturazione, quale General Contractor, alla Volteo Energie SpA in forza di un contratto stipulato tra quest’ultima e la società di proprietà dello sceicco, che prevedeva la ristrutturazione “chiavi in mano” dell’intero complesso per un importo di 47 milioni di euro.

Nel Marzo 2015, la munifica, si fa per dire, ITEM dello Sceicco, richiede e ottiene l’anticipazione del 30 % delle agevolazioni  a fondo perduto, circa 7 milioni, presentando una fidejussione assicurativa rilasciata da Reale Mutua Assicurazioni.
Cominciano però i problemi, la procura della repubblica di Catania vuole vederci chiaro e capire che fine abbiano fatto i soldi dell’anticipazione e dispone il sequestro il cantiere, sospendendo così i lavori.

A questo punto inizia  la ridda di accuse tra la Volteo SpA e la ITEM, infatti la Volteo accusa la ITEM di aver ricevuto solo 6.363.636 + Iva,  cifra di molto inferiore agli oltre 7 milioni che la ITEM ha ricevuto a titolo di anticipazione da INVITALIA,  così il  contratto tra ITEM  e Volteo salta tra le accuse reciproche.

Nel frattempo nel settembre 2015 la ITEM, adducendo motivazioni di carattere tecnico sopravvenute,  richiedeva ad INVITALIA una proroga dei termini di presentazione del primo stato di avanzamento dei lavori; INVITALIA nel dicembre 2015 , a seguito di una richiesta di chiarimenti a supporto della richiesta di ITEM dello slittamento della realizzazione del progetto, sospendeva l’iter agevolativo, venendo anche a  conoscenza, informata dalla stessa ITEM con notevole ritardo, del procedimento penale in corso della Procura di Catania.

Tra dicembre 2015 e gennaio 2016 la ITEM, autorizzata dal Tribunale di Catania, produceva altra documentazione, non considerata però  esaustiva da parte di INVITALIA, e reiterava a la richiesta di proroga dei termini di presentazione del primo stato di avanzamento dei lavori.
Richiesta di proroga ancora una volta respinta da parte di INVITALIA che comunicava tra l’altro che se entro il 2 giugno 2016 non fosse stato possibile rinvenire le condizioni tecniche e procedurali per il proseguimento dell’iter agevolativo, tenendo conto sia del termine di rendicontabilità  (31 luglio 2018) delle risorse finanziarie pubbliche di cui si avvaleva il progetto ( PON-SIL 200-2006), sia dell’opportunità di salvaguardare l’impatto atteso dell’investimento, avrebbe verificato se concedere un’ulteriore proroga della sospensione o revocare le agevolazioni concesse ed escutere la garanzia fideiussoria per recuperare quanto anticipato.

Una volta scaduto il termine di sospensione del 2 giugno 2016 senza aver ricevuto risposte esaustive, INVITALIA il 13 giugno 2016 ha reiterato alla ITEM la richiesta di invio con la massima urgenza degli elementi necessari a valutare la possibilità di proseguire l’iter agevolativo o esperire le opportune azioni a tutela della posizione contrattuale di INVITALIA e dei fondi pubblici gestiti.

La ITEM ha finalmente risposto in data 7 luglio 2106 alle richieste di INVITALIA  e la documentazione inviata è al momento al vaglio degli uffici competenti di INVITALIA, del cui esito non siamo informati ma di cui vi daremo conto appena possibile.

Questo è quanto ci è dato di sapere sulla base delle interrogazioni presentate dallla PortaVoce M5S alla Camera Giulia Grillo, che potete consultare qui.

Di pochi giorni fa  è invece un nuovo articolo che sulla base delle informazioni date dal Ministero appare davvero troppo ottimistico, staremo a vedere.

C’è da dire comunque che dall’excursus appena delineato quella che sembra una favola a lieto fine sembra essersi in realtà trasformata in un spaventoso film  horror. Un film di cui, purtroppo, noi siciliani, conosciamo già la trama.

Molti sono gli interrogativi che rimangono senza risposta a partire dalla conoscenza della reale consistenza del patrimonio dello Sceicco che ha avuto la necessità di ricorrere ad un istituto bancario, indebitandosi,  per ottenere la somma milionaria necessaria per l’acquisto della Perla Jonica, mentre ai comuni mortali al momento non è concesso neanche un prestito per acquistare un qualsiasi elettrodomestico, alla gestione poco trasparente sia dei lavori che delle somme pubbliche ricevute a titolo di anticipazione da parte della ITEM.

Domande alle quali cercheremo di trovare una risposta.

 

 

 

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