Analisi sul lacunoso progetto “copia ed incolla” di riparazione dei danni su Corso Italia di Acireale.

Posted on 12/20/2016 · Posted in Articoli, In Evidenza, Lavori Pubblici

Senza giri di parole: ad Acireale la gestione e l’esecuzione dei lavori pubblici è drammatica e ciò probabilmente a causa di un mix di incuria e incompetenza a tutti i livelli, politica e amministrativa che produce sprechi di risorse pubbliche ed immani brutture.

Crediamo sia superfluo rammentare lo scempio, da noi denunciato peraltro, perpetrato al borgo di Santa Maria la Scala.  Chiunque durante i mesi estivi abbia frequentato la frazione a mare ha avuto modo “apprezzare” con i propri occhi da dequalificazione del borgo marinaro.

Nelle nostre denunce sulle deficienze della realizzazione dei lavori pubblici fino ad oggi abbiamo sempre agito successivamente la conclusione dei lavori, operando una sorta di reverse engineering, studiando i progetti, i computi metrici, le varianti, le varie ricevute e verificando poi quanto dei lavori  realizzati e/o delle forniture corrispondesse o meno a quanto fosse previsto in progetto. Oggi invece ci prendiamo la briga di fare una denuncia preventiva, cioè uno studio critico sul progetto di riqualificazione del Corso Italia di Acireale dopo i danni causati dalla tromba d’aria del 4 novembre 2014.

Lasciamo per un momento da parte la querelle relativa all’espianto dei 133 ficus, a tal proposito ricordiamo che il M5S di Acireale ha aderito al comitato cittadino in difesa del verde pubblico, e concentriamoci sul progetto di riqualificazione che ha già ottenuto il via libera da parte del  Dipartimento regionale di Protezione Civile e che quindi ha tutte le autorizzazioni necessarie per essere messo in gara.
Come dicevamo dunque,  dopo più di due anni dagli eventi atmosferici del 5/11/2014, che hanno reso i marciapiedi del Corso Italia, impraticabili, l’amministrazione acese, partorisce il progetto di esecutivo riqualificazione, così denominato: “Riparazione danni causati dall’evento atmosferico del 05/11/2014 nei marciapiedi del corso italia”.
Dalla lettura della relazione del progetto, si evince che gli interventi interesseranno un’area del Corso Italia più ampia rispetto a quella dove si sono verificati i danni,  cioè il tratto che va da Piazza Livatino a Via Verga, consentendo così a questa amministrazione, con la scusa di riparare i marciapiedi danneggiati, di estirpare i lussureggianti ficus del secondo tratto che va da Via Verga a Via Lazzaretto. C’è da chiedersi come mai il Dipartimento regionale di Protezione Civile abbia autorizzato un progetto che prevede anche la riqualificazione di tratti del territorio acese che non sono  stati danneggiati dalla disastrosa tromba d’aria, come appunto la già citata parte del corso Italia che va da Via Verga a Via Lazzaretto, visto che i finanziamenti regionali, 3 milioni di euro, erano stati stanziati solo per il ripristino dei danni della tromba d’aria.
Il progetto inoltre manca di alcuni elaborati progettuali previsti dalla normativa di settore che, nonostante non obbligatori da produrre e allegare al progetto da parte del RUP, noi riteniamo essere necessari per una corretta gestione e realizzazione del progetto di riqualificazione, quali:
– l’Analisi Prezzi;
– il PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento dei lavoratori);
– il Piano di Manutenzione dell’opera e delle sue parti;
– gli elaborati grafici, quali particolari costruttivi.

Riguardo ai prezzi che verranno applicati nel bando di gara si legge nella relazione:
“ I prezzi applicati alle varie categorie di lavoro sono stati rilevati dal PREZZARIO REGIONALE 2013, ora in vigore, ad eccezione delle voci non previste, che sono ricavate da comparazioni con altri progetti e che si ritengono congrui ed ammissibili”, e che i lavori previsti saranno:
Per quanto riguarda le categorie dei lavori invece pare evidente che si sia proceduto con il più classico dei copia-incolla anche nella formazione dei nuovi prezzi, cioè di quei quei prezzi non previsti nel Prezzario Regionale. Le evidenze di ciò saltano fuori constatando che molte categorie di lavori previsti in progetto, pur presenti nel Prezzario Regionale, quali (1.6.1 e 1.6.2) tagli di alberi ed asportazione di ceppaie e (6.2.16) pavimentazione autobloccante, vengono sostituite con nuove categorie (z.19-20-21-22-23-24-25) taglio alberi e asportazione ceppaie e (z.6-7) pavimentazione autobloccante.

Da evidenziare anche che incredibilmente il progetto di riqualificazione non prevede il ripristino dell’impianto di illuminazione pubblica che pare sarà oggetto di un ulteriore bando di gara, cosa questa che farà verosimilmente aumentare i costi.

Da un controllo del computo metrico estimativo di progetto si notano delle discrepanze ed anomalie qui di seguito elencate:
1) manca la quantità di demolizione del calcestruzzo sottostante, la fascia lavica e dell’orlatura in cls. vibrato ( 1635,95+ml.167,00) che dovrà essere conteggiata;
2) manca lo scavo a sezione obbligata dei pozzetti luce previsti in progetto, n°15 (dimensioni 40x40x50) voce 18.1.3.1 e del cavidotto previsto ml.100,00, voce 18.8.2.4, ed inoltre manca il ricoprimento del tubo con materiale riporto;
3) manca il trasporto a rifiuto in discarica di cui ai punti precedenti, (1 e 2). Incomprensibili sono le motivazioni che sottostanno alla previsione in progetto di tre tipologie diverse di trasporto a rifiuto in discarica. (voci 1.2.4.2 ; 1.3.6 ; 1.4.5);
4) manca la quantità fornitura e posizione di n°15 chiusini in ghisa sferoidale per la copertura dei pozzetti luce previsti in progetto. Voce 6.4.2.2, esistente nell’elenco prezzi di progetto;
5) In progetto è stata prevista la fornitura e la messa a dimora di rete elettrosaldata, (voce 3.2.4) delle dimensioni di cm 85×95, da collocare sulle buche degli alberi esistenti. Ci si domanda il perché di tale scelta inutile e costosa visto che le buche dove impiantare le nuove essenze saranno successivamente tappate;
6) incredibile ma vero, in progetto manca lo scavo a sezione obbligata per la nuova piantumazione degli alberi;
7) manca il computo metrico estimativo relativo al PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento). I costi stimati per la messa in sicurezza dei lavoratori sono insufficienti, sono stati previsti infatti solo un bagno chimico per due mesi (voce 23.7.7) e della recinzione in polietilene (voce 23.1.3.1) per la delimitazione delle lavorazioni dei marciapiedi. Affermiamo che tali costi siano insufficienti in considerazione del fatto che il cronoprogramma allegato al progetto dei lavori elaborato, prevede tempi stringenti all’esecuzione, solamente quarantuno giorni lavorativi, circostanza questa che porterà verosimilmente ad avere in cantiere, anche in fasi separate, più di una impresa con molti operai.  Riteniamo a nostro parere, che il progetto, relativo al PSC (Piano Sicurezza e Coordinamento) debba essere rivisto ed anche gli oneri di sicurezza debbano essere rivisti ed integrati come prevede la normativa in merito. Quindi già sin d’ora le quantità del computo metrico estimativo di progetto non sono rispondenti alla realtà;
8) da un nostro sopralluogo sì e riscontrato che le radici degli alberi oltre aver sollevato e rotto il massetto dei marciapiedi, entrando in profondità nel terreno e divelto la cordonata lavica in alcuni tratti, hanno sollevato anche la pavimentazione stradale, con il rischio di aver danneggiato parte di sotto-servizi, quali cavidotti elettrici, pozzetti e caditoie stradali esistenti lungo i marciapiedi e bordo strada. Di queste categorie di lavoro, quali lo svellimento e il ripristino manto stradale, svellimento e ripristino pozzetti esistenti, fornitura e collocazione di nuove botole, stabilizzazione in sito di terreno naturale per il piano di posa della nuova pavimentazione, etc., non vi è inspiegabilmente traccia nel progetto.

In conclusione il costo del progetto per così come è stato realizzato e da una stima da noi effettuata, si aggirerebbe intorno a € 345.000 circa, complessivo dei lavori a base d’asta, oltre gli oneri di sicurezza previsti, che ammontano a € 25.014,69.

Chiediamo quindi all’Amministrazione di intervenire, affinché quest’opera possa essere cantierabile in modo più rispondente alla realtà dei luoghi  evitando di incorrere nelle purtroppo ormai note varianti in corso d’opera.
Si riveda dunque il progetto nel suo insieme integrandolo di tutte quelle categorie lavorative da noi evidenziate necessarie per un corretto svolgimento dei lavori, includendo in questo progetto anche i lavori per il ripristino dell’impianto d’illuminazione pubblica, evitando così disagi alla collettività, ottenendo un notevole risparmio economico per i cittadini acesi e siciliani tutti.

 

 

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