Amianto ex Acqua Pozzillo – L’incuria Uccide

Riportiamo una nota della cittadina portavoce all’ARS Angela Foti, con interessanti aggiornamenti in merito alla pericolosissima situazione del capannone  dell’ex Acqua Pozzillo interamente ricoperto in fibrocemento, anche detto cemento-amianto, tristemente noto per la sua pericolosità.

A proposito del capannone della ex Acqua Pozzillo, ci eravamo lasciati così: http://goo.gl/RkbDWf

una nota che si chiude con una richiesta, rivolta al sostituto Procuratore della Repubblica che segue l’indagine, per il tramite della Guardia di Finanza di Acireale di avvalersi, come previsto per legge, dei Laboratori di Biofisica dell’Asp di Palermo per l’effettuazione dei controlli necessari per verificare l’eventuale pericolosità per la salute dei cittadini nel caso in cui vi sia il sospetto della presenza nell’etere di fibre libere di amianto. Ed a Pozzilo gli indizi, purtroppo, erano molti.Quindi, come è andata a finire?
A metà luglio con la protezione della GdF, finalmente i tecnici del laboratorio di biofisica per tre giorni consecutivi hanno condotto le analisi ed i campionamenti previsti dal protocollo previsto in queste circostanze.
Volendo stendere un velo pietoso su alcuni goffi e, nostro malgrado, pericolosi personaggi che in quei giorni hanno tentato di mettere il cappello su qualcosa di cui sconoscono la natura, il silenzio è calato sui prelievi di campioni e sull’opera delle Fiamme Gialle, finché degli apparentemente poco significativi cartelli sono apparsi sui cancelli della Pozzillo.
Eccone uno: http://goo.gl/5p78Ot .
Niente di ufficiale ci è dato sapere, visto che ci sono delle indagini in corso, ma da quello che c’è scritto possiamo desumere cosa è successo prima e soprattutto cosa succederà in tempi ragionevolmente brevi.
La scritta “Area sottoposta a sequestro ai sensi dell’articolo 321 del codice procedura penale“, ci fa capire che i prelievi hanno purtroppo messo in evidenza la presenza di microfibre di amianto ed uno stato di degrado tale da dichiarare la zona pericolosa per la salute in maniera incontrovertibile. Questo provvedimento scaturisce da quanto disposto in questi casi dall’ articolo 192 della legge 152, nota come Testo unico dell’Ambiente, con le conseguenze del succitato art. 255.
In sostanza quando si certifica in maniera certa, che un manufatto contenente amianto mette a rischio la salute pubblica, chi ne è proprietario riceve l’ordine perentorio di bonificare l’area. Qualora si rifiuti, il Sindaco, che è la figura istituzionale a cui è demandata espressamente la salvaguardia della salute dei cittadini, secondo il principio della precauzione, è autorizzato, DEVE provvedere alla rimozione del pericolo per poi successivamnete rivalersi sui beni del proprietario della causa del pericolo.
Questa volta mi pare che qualcosa sia cambiato.
Certo, finché quel Mostro è lì non ci sarà da stare allegri, specie adesso che la schiacciante certezza del danno che sta provocando alla salute si materializza e somiglia a quella sorella morte col volto di Amianto che coraggiosamente Don Cicala fece stampare sui manifesti e che colpì come uno schiaffo in pieno viso chi per anni per incuria, incapacità, interesse (!?) o non so cos’altro aveva “assolto dalle accuse” i capannoni. Manteniamo alta l’attenzione e tutti insieme, singoli cittadini e associazioni, disinneschiamo questa enorme “bomba” che, anni di malagestione del territorio acese, non sono riusciti a neutralizzare.

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