Acireale: I Finanziamenti a pioggia non sono il bene supremo. #degradotour

Posted on 09/01/2017 · Posted in Articoli, barbaballe, In Evidenza, Lavori Pubblici

“Siamo riusciti ad intercettare i fondi europei” – è con questa frase che molte delle amministrazioni locali cercano di inebriare i loro elettori sull’assunto che l’ottenere finanziamenti significhi portare sviluppo e progresso nella propria città. Ad Acireale l’esempio lampante dell’erroneità di tale teoria sono stati “l’operazione Villa Belvedere” e la “riqualificazione del borgo e del porticciolo di Santa Maria la Scala”.
La realizzazione di questi lavori pubblici sono stati oggetto di approfondimento da parte del Movimento 5 Stelle Acireale, ma le nostre osservazioni non hanno ricevuto risposte soddisfacenti dall’amministrazione Barbagallo.
Vista l’attenzione mediatica sulla grave situazione di degrado in cui versa la Villa Belvedere bisogna a nostro avviso ricordare che sono stati spesi:
€ 3.187.752,31 per la trasformazione dell’Angolo di Paradiso in incubatore delle creatività per gli artisti dello spettacolo;
€ 629.897,82 per la ristrutturazione dell’Arena Eden con l’adeguamento delle normative sui locali di pubblico spettacolo;
€ 266.000,21 per il recupero del Caffè Eden quale luogo di incontro;
€ 2.493.292,60 per il recupero del Giardino Belvedere;
€ 1.286.232,60 per il restauro e la manutenzione straordinaria dell’immobile comunale sito in via R. Settimo, per un totale di
€ 7.863.175,88 per “riqualificare” il giardino e gli “edifici annessi da destinare a luogo di aggregazione e polo turistico” su un finanziamento totale di € 9.999.413,73.

Nonostante l’esorbitante cifra spesa, degrado, sporcizia, transenne un po’ ovunque e lavori non a regola d’arte,  mostrano già le prime avvisaglie di quello che si preannuncia un vero e proprio disastro amministrativo che nasce sotto la passata amministrazione Garozzo e prosegue poi con quella l’attuale.
Della situazione “complicata” l’amministrazione comunale è stata sin da subito edotta dalla Commissione di verifica dei lavori di riqualificazione della villa nominata dallo stesso Sindaco Ing. Roberto Barbagallo, che ha riscontrato numerose anomalie nell’esecuzione dei lavori come anche da noi confermato nell’articolo “Villa Belvedere storia di un spreco annunciato”, ma ad oggi, vista la situazione dei luoghi, sembra evidente che a causa della mancanza di manutenzione e di pulizia la Villa Belvedere stia sprofondando nel più assoluto degrado.

Ma quale sarebbe la fantomatica soluzione dell’Amministrazione Barbagallo a questa annosa problematica? Cementare tutto seguendo un “progetto fetecchia”.
Nello specifico il progetto esecutivo prevede che il cemento drenante e il sottostrato di materiale inerte verranno collocati sull’esistente rialzando di circa 30 cm la quota di calpestio esistente. Tale soluzione stilisticamente obbrobriosa comporterà che il “palchetto della musica” verrà di fatto in parte sommerso dalla nuova pavimentazione creando dei dislivelli notevoli con l’interno delle aiuole e con i viali non interessati ai lavori.

Ma non è solo questo il problema.
Difatti nel progetto esecutivo non sono previste le operazioni di innalzamento dei sedili, delle luci e dei pozzetti degli impianti esistenti, dei cestini e di tutto ciò che insiste nei viali secondari e gli oneri relativi alla sicurezza del cantiere, tali criticità sono state da noi segnalate nell’articolo “Altri sprechi alla Villa Belvedere? Ecco il magnifico “progetto” approvato dalla Giunta Barbagallo”, ma l’amministrazione comunale acese è rimasta sorda al nostro appello, preso atto della loro testardaggine nel perseguire una cura che potrebbe essere peggiore del male bisogna a nostro avviso sottolineare che la cd. “soluzione Barbagallo” ci costerà circa 272.000 euro che difficilmente potranno essere recuperati dalle ditte che avrebbero eseguito i lavori non a regola d’arte, è risaputo che non possono essere richiesti alla ditta che ha effettuato un lavoro non a regola d’arte soluzioni diverse e più onerose rispetto a quelle previste in contratto, per intenderci ad esempio se a casa vostra installereste un pavimento in cotto anche se i lavori non venissero eseguiti a regola d’arte non potreste richiedere al piastrellista la posa di un pavimento in marmo pregiato, si potrebbe richiedere solo la sistemazione del pavimento in cotto, ma in modo che i lavori siano eseguiti a regola d’arte, sistemazione che nei viali secondari del Giardino Belvedere consisterebbe nell’utilizzo di pietrisco di granulometria congrua (che si compatterebbe evitando così l’effetto “spiaggia di Fondachello” così tanto fastidioso) come previsto in capitolato e l’utilizzo nelle aree di pendenza superiore al 2% di pavimentazione in cocciopesto.

Peraltro come segnaliamo da tempo se l’amministrazione volesse perseguire la strada della cementificazione la rimozione dell’alveolare esistenze e lo scavo di un cassonetto stradale di 20/30 cm, che eviterebbe l’innalzamento di quota della superficie di calpestio, comporterebbe una spesa che noi stimiamo in circa € 20.000, cifra che su una spesa di € 272.000 sembrano ben poca cosa e che restituirebbe dei viali secondari decorosi per la cittadinanza.

Sfortunatamente i viali secondari non solo le uniche criticità di quanto realizzato nell’ “operazione Villa Belvedere” come sembra finalmente rendersi conto anche parte della cittadinanza che sta organizzando per il 9 settembre p.v. una protesta.
Lavori non a regola d’arte diffusi, mancanza di pulizia e decoro, mancata di individuazione delle responsabilità amministrative, spreco di denaro pubblico nell’affitto delle transenne per un costo superiore al loro acquisto e assoluta mancanza di manutenzione rendono il Giardino Belvedere e gli edifici annessi il fantasma di quello che un tempo era una delle ville comunali più belle di Sicilia.
L’incapacità amministrativa dimostrata sia da questa amministrazione che da quella precedente nel caso di specie sono palesi.
Per modificare questa situazione non resta che interessarsi attivamente alla politica cittadina e cercare così di stravolgere gli equilibri che impediscono alla città di Acireale di rinascere dalle ceneri create dalla vecchia politica.
Il M5S per realizzare questo piccolo e grande obiettivo mette a disposizione la propria sede in Vico Nicolosi n.7 ad associazioni, gruppi e singoli cittadini.
Vi aspettiamo numerosi.

 

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