Acireale: Figli di un’IPAB minore e nuove assunzioni al Comune?

Tra le tematiche venute fuori nel turbinio polemico che ha investito Acireale all’indomani dell’affaire “Strisciopoli” vi è quello del numero spropositato di dipendenti, tra precari e non, che ha in organico il Comune di Acireale.

Proprio su questo punto vorremmo porre la nostra attenzione.

Nella puntata di Città Città  del 12 febbraio 2016 , l’Assessore al Bilancio Alessandro Oliva ha affermato che il Comune di Acireale ha in organico 558 dipendenti, dei quali ben 277 precari, sottolineando, spronato da una domanda di un  telespettatore che in effetti tale numero risulta essere un numero troppo grande per una cittadina con poco più di 52.000 abitanti, rammaricandosi del fatto che questa amministrazione non ha responsabilità sull’argomento, dichiarando di aver ereditato dalle passate amministrazioni questa situazione.

Ed in effetti nell’ultima rideterminazione della pianta organica del Comune di Acireale, esitata con delibera di Giunta Comunale n° 33 dell’otto marzo 2013 dall’Amministrazione Garozzo, il numero di dipendenti previsto, vista la consistenza demografica del Comune di Acireale, è stata fissata a 416, di molto inferiore agli attuali 558.

Viste le parole del rappresentante della Giunta a Città Città ci sembra strano però il comportamento del Sindaco, Roberto Barbagallo, che invece vorrebbe aumentare il numero di dipendenti del Comune.

Infatti, grazie ad un accesso agli atti, siamo venuti a conoscenza che il Sindaco ha inviato una nota a sua firma all’Assessorato Regionale della Famiglia, chiedendo e suggerendo di prendere in considerazione sia l’estinzione delle IPAB Pennisi Alessi e dell’IPAB Santonoceto che “non svolgono nessuna attività socio-assistenziale” che “la conseguente devoluzione dei beni patrimoniali al Comune di Acireale, che ne assorbirebbe anche il personale“.

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Si tratterebbe dell’assorbimento dei 6 dipendenti dell’IPAB Pennisi Alessi, tra cui vi è anche il Consigliere Comunale Rito Greco che svolge le funzioni di Segretario presso l’Opera Pia, che si andrebbero ad aggiungere ai 558 dipendenti attuali.

Diversi interrogativi sorgono spontanei.

Per quali motivi il Sindaco chiede all’Assessorato di prendere in considerazione l’estinzione delle due IPAB e cosa vuol fare l’amministrazione Barbagallo se il patrimonio immobiliare passasse al Comune?

Perchè l’amministrazione non si attiva invece affinchè si giunga alla fusione delle IPAB Santonoceto e Pennisi Alessi, che gestiscono solo il loro patrimonio immobiliare, con l’IPAB Oasi Cristo Re l’unica che svolga attivista socio-assistenzale e che si trova da tempo in condizioni di precarietà economico-finanziaria, alleviandone così le sofferenze?

Non sappiamo neanche se il Sindaco sia a conoscenza che la devoluzione dei beni patrimoniali ai comuni delle IPAB che non svolgono attività socio-assistenziali, così come sancisce l’articolo 34 della legge regionale 22/1986, è solo un’opzione subordinata all’impossibilità di fusione con altra IPAB che svolge attività socio-assistenziali, e che quindi prima della devoluzione dei beni patrimoniali al Comune di Acireale delle due IPAB si dovrebbe percorrere la strada della Fusione con l’Oasi Cristo Re.

Schermata del 2016-02-22 15:32:51

La manovra del Sindaco ci insospettisce non poco, non vorremmo che dietro questa mossa possano nascordersi gli appetiti speculativi di qualcuno bramoso di mettere le mani sul pregiatissimo patrimonio immobiliare delle Opere Pie Santonoceto e Pennisi Alessi.

Attendiamo delle risposte e contiuaiamo a rimanere vigili.

 

 

 

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