Acireale: Degrado tour. Il Pericolo di incendio è solo per i privati cittadini?

“Tutti i proprietari possessori e conduttori di fondi lungo tutte le strade ricadenti all’interno del territorio comunale, hanno l’obbligo, entro il termine perentorio del 15 giugno 2017, di tenere i terreni almeno per una fascia di 20,00 metri dalla scarpata e/o dalla banchina sgombri di erbe, ramaglie, foglie secche o altre materie combustibili, provvedendo alla messa a nudo del terreno e al taglio delle siepi, erbe e rami che pendono sullo stesso […]” e di “[…]eliminare le sterpaglie e la vegetazione secca intorno ai fabbricati, agli impianti nonché dai confini di proprietà per una fascia di rispetto non inferiore a mt. 10,00 […]”– con queste previsioni contenute nell’ordinanza sindacale n.26 del 16 maggio 2017, a firma del Sindaco di Acireale Roberto Barbagallo e del capo della protezione civile dott. ing. Salvatore Di Stefano, l’amministrazione comunale acese ha giustamente previsto una serie di accorgimenti per prevenire eventuali incendi ed il loro propagarsi.

A tale previsione si accompagna, poi, la minaccia di pesanti sanzioni amministrative e della facoltà del Sindaco di far eseguire in danno i lavori necessari per mettere in sicurezza i fondi dei trasgressori in casi di particolare pericolo: “Fermo restando l’eventuale responsabilità penale […] la violazione delle altre norme dell’Ordinanza sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria di € 500,00 […]” e “ nei casi particolare gravità […] il Sindaco, ai sensi dell’art.54 del D.Lgs. 267/2000, adotta ordinanze contingibili ed urgenti e può provvedere d’ufficio a spese degli interessati […]”

Stupiti dalla solerzia dell’amministrazione comunale nel redigere l’ordinanza abbiamo deciso di verificare se lo stesso comportamento sia stato utilizzato nell’applicazione concreta delle previsioni contenute nell’atto che ricordiamo porta la firma dal Sindaco Roberto Barbagallo e dal Dirigente della protezione civile.

A tal fine ci siamo recati presso un’area a verde a noi particolarmente cara: la Villa Comunale di San GiovanniBosco. Ecco in che condizioni l’abbiamo trovata

 

Rami tagliati ed abbandonati ai confini della villetta, cumuli di sterpaglie secche, erba in vigorosa crescita ed un degrado generalizzato. Le immagini non lasciano scampo ad alcun equivoco: la villa comunale a ridosso della scuola elementare di S. Giovanni Bosco è lasciata nel più assoluto degrado. Ci si domanda, dunque, se il pericolo di incendio vi sia unicamente nei terreni dei privati cittadini, mentre nelle aree la cui manutenzione dovrebbe essere pubblica questo magicamente sparisca in virtù di un qualche patto tra l’amministrazione e la divina provvidenza.

Sfortunatamente per l’amministrazione Barbagallo e per noi cittadini che subiamo i danni della cattiva gestione dei beni pubblici l’eventuale aiuto divino non è certo ed esigibile. Dunque appare evidente che le condizioni in cui versa la Villa comunale di San Giovanni Bosco sono la concreta dimostrazione che l’attuale amministrazione comunale acese predica bene ma razzola davvero male. Questo finto cambiamento appare a distanza di quasi 3 anni dall’insediamento dell’amministrazione Barbagallo ormai inaccettabile checché nei dicano gli organi di disinformazione di massa. Noi dal canto nostro abbiamo segnalato negli anni il degrado in cui versa il verde pubblico acese ed in particolar modo le villette comunali, ma ad oggi nessuna risposta soddisfacente ci è pervenuta da parte sia dell’Amministrazione Barbagallo che dell’Amministrazione Garozzo. Pertanto non ci resta che invitare i cittadini acesi che sono stanchi di questo immobilismo amministrativo che continua ormai da decenni ad “incontrare” il Movimento 5 Stelle di Acireale iscrivendosi al sito http://www.meetup.com/it-IT/Movimento-5-Stelle-Acireale. Solo uniti potremo risolvere i problemi cronici della nostra città.Facebooktwittergoogle_plus