Acireale: considerazioni sul bilancio partecipativo.

Abbiamo sempre sostenuto che le buone idee, i buoni progetti, non hanno colore politico e che quindi da parte del Movimento 5 Stelle ci sarebbe sempre stata un’apertura, se non una collaborazione fattiva, nei confronti di progetti condivisibili e utili per l’interesse generale.

Ciò è stata ed è la linea guida del M5S sia all’interno delle Istituzioni che al di fuori di esse.

Alla luce di ciò, dunque, non possiamo che sostenere l’iniziativa, per ora solo annunciata per la verità, di destinare parte del bilancio comunale a forme di democrazia partecipativa, dove i cittadini (non si sa ancora bene come) decideranno come impegnare parte delle risorse pubbliche di  competenza comunale.

Ci fa specie però che alla presentazione in pompa magna di questa iniziativa non si sia fatto alcun cenno all’obbligo di legge che incombe sulle amministrazioni comunali proprio in materia di bilancio partecipativo.

Infatti  all’interno del testo della Legge di stabilità 2014 di questo delundentissimo Governo Crocetta, il gruppo parlamentare del M5S è riuscito a far votare favorevolmente un emendamento che obbliga i Comuni siciliani a impegnare almeno il 2% delle somme trasferite dalle casse regionali con forme di Democrazia partecipativa, ci riferiamo all’art. 6 della Legge di stabilità regionale 2014, che testualmente recita: “[…]spendere almeno il 2 per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune”.

Nel novembre 2014 abbiamo protocollato al Comune di Acireale una richiesta indirizzata a tutti i soggetti titolari di cariche di indirizzo politico del civico consesso affinché questa norma trovasse applicazione anche nella nostra città, così come è accaduto in svariati comuni cittadini.

Purtroppo ad oggi non abbiamo ancora ricevuto una risposta ufficiale.

Nel frattempo il Dipartimento Autonomie locali dell’Assessorato regionale delle  Autonomie locali, lo scorso settembre,  ha inviato una nota con lo schema di riparto delle somme che la Regione trasferirà ai Comuni dell’isola.

Tale nota con allegata tabella recitava:
” Nell’occasione corre l’obbligo evidenziare che le Amministrazioni comunali dovranno ai sensi del comma 1 della norma sopra citata, spendere almeno il 2% delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata”.

Dalle somme iscritte nel pian di riparto si  evince che il due per cento delle risorse trasferite al Comune di Acireale ammonta a circa 58500 €.

Questa somma è un dato certo e da essa si deve partire per intraprendere un percorso di partecipazione quanto più chiaro, includente e trasparente possibile.

Come avevamo scritto in precedenza il bilancio partecipativo è un obbligo di Legge e non una magnanima concessione di qualche illuminato governante locale.

Noi intanto continuiamo ad attendere una risposta… anche abbiamo il sospetto che abbiano candidamente ignorato quanto disposto dalla legge regionale e impegnato le somme a loro piacimento.

 

 

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