Acireale: bilancio partecipativo… ma non troppo.

Posted on 11/02/2016 · Posted in Articoli, barbaballe, barbaballe, Comunicati Stampa, In Evidenza

Nel bilancio partecipativo, ormai diffuso in tutti Comuni della Regione anche grazie allo stimolo derivante da un emendamento proposto e successivamente approvato dal M5S in ARS durante la discussione parlamentare della legge di stabilità regionale del 2014 che obbliga i Comuni siciliani a impegnare almeno il 2% delle somme trasferite a titolo di compartecipazione al gettito IRPEF dalle casse regionali a con forme di Democrazia partecipativa, gli attori sono i cittadini, le associazioni, l’amministrazione comunale e altri soggetti che, nell’ambito di una procedura aperta a tutti, partecipano alle scelte sull’impiego di beni materiali e immateriali pubblici e sulla loro amministrazione. Un bilancio partecipativo è dunque un processo decisionale non di parte, a cui i cittadini partecipano in quanto tali.

Normalmente il processo partecipativo al bilancio pubblico, dovrebbe essere suddiviso in tre macro–fasi: Prima faseInformazione e comunicazione: si pianifica la comunicazione verso i cittadini, si predispongono gli strumenti (sito web, social network, forum, campagna di comunicazione, pubblicazioni, depliant, ecc.) e si informa la cittadinanza sull’iniziativa e sulle modalità di svolgimento; Seconda faseConsultazione e partecipazione: si attiva il processo di consultazione e di partecipazione, si organizzano e realizzano gli incontri, si gestiscono gli strumenti e i momenti di partecipazione; Terza faseValutazione, definizione e diffusione: l’amministrazione valuta la fattibilità delle proposte, le sottopone a votazione dei cittadini e ne informa la cittadinanza.

Ma con questa forma di partecipazione i politici comunali acesi faticano a delegare una parte del potere ai cittadini (specificatamente nella seconda e terza fase).

Andrebbero meglio definite, dunque, le “regole del gioco”, con linee guida maggiormente ispirate a principi di democraticità, che garantiscano, soprattutto, che la selezione/valutazione delle proposte riguardo la loro fattibilità tecnico-finanziaria sia affidata a soggetti competenti e neutrali, quali i responsabili dei servizi comunali ed il rappresentante eletto dall’assemblea tra i soggetti che hanno presentato le proposte (che non ricopra incarichi politici). Una volta definite le proposte si passerebbe alla fase di votazione aperta alla cittadinanza, che potrebbe essere effettuata online o mediante un seggio allestito in città. In sintesi, ciò che conta è che le procedure di selezione/valutazione siano corrette, trasparenti, verificabili.

Ad Acireale, invece, si disciplinano le linee attuative con un procedimento in cui la valutazione delle proposte (terza fase) è effettuata dai tavoli tecnici composti da “Responsabili dei servizi, dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale, dagli Assessori, dai Presidenti delle Commissioni Consiliari, dal Consulente Economico del Sindaco e da un rappresentante eletto dell’assemblea tra soggetti che non rivestono incarichi politici a qualsiasi livello. Il Soggetto Responsabile del Settore Finanze coordina e sovrintende tutta la fase”.

Noi del M5S di Acireale riteniamo che molto resti ancora da fare in quanto, se i cittadini hanno la possibilità di decidere direttamente, si sentono maggiormente coinvolti e partecipi alla gestione della città. I politici comunali acesi dovrebbero intendere il bilancio partecipativo come risorsa aggiuntiva per le scelte che devono compiere, così che tutti possano guadagnare, cittadini e rappresentanti eletti.

Di esempi da seguire ed eventualmente migliorare ce ne sarebbero moltissimi e non solo riferibili ad amministrazioni del M5S. Rimanendo però in in ambito M5S vi è da segnalare il percorso di partecipazione alle scelte di bilancio portato avanti dal Comune di Ragusa, amministrato dalla Giunta di Federico Piccitto, che prevede una serie di passi che mirano ad un reale coinvolgimento, quanto più ampio possibile, della cittadinanza alla definizione delle priorità, che una volta emerse troveranno attuazione attraverso quanto previsto dal bilancio partecipativo. Per chi volesse approfondire trova maggiori dettagli qui.

È giunto il momento di dire addio alla purtroppo molto diffusa politica della “rizzetta” ancora imperante ad Acireale ed in questo senso trasparenza e dibattito/confronto pubblico sono il miglior antidoto contro clientelismo, consociativismo e corruzione.

 

P.S.: Dal Rendiconto 2015 di Gestione del Comune di Acireale emerge con chiarezza come in realtà l’esperienza di bilancio partecipato portata avanti dal Comune di Acireale sia in realtà un flop, infatti dei dichiarati 170.000 € messi a disposizione per il 2015 solo 105.000 € sono stati realmente stanziati in bilancio ed ancora meno impegnati, circa 95.000 €.

Daniele La Rosa & Luca Lo Presti

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